Rinazionalizzazione di EDF: l’AMF risponde ai piccoli azionisti e chiarisce il calendario

L'Autorité des marchés financiers (AMF) ha spiegato le ragioni della sua decisione ai piccoli azionisti.
Autorité des marchés financiers (AMF)

Nel suo parere sulla conformità della proposta di rinazionalizzazione di EDF da parte dello Stato francese, l’Autorité des marchés financiers (AMF) ha spiegato le ragioni della sua decisione ai piccoli azionisti, critici nei confronti di questa operazione.

Martedì scorso, l’autorità di vigilanza del mercato azionario francese ha dato il via libera all’operazione. Il documento illustra le ragioni dell’offerta e il calendario dell’OPA semplificata.

L’acquisizione delle azioni avverrà dal 24 novembre al 22 dicembre, una finestra che è stata posticipata rispetto alle date inizialmente previste a causa del rinvio della decisione di conformità dell’AMF. L’autorità ha impiegato tre riunioni per esaminare il dossier e prendere una decisione.

L’AMF torna in particolare sulle contestazioni espresse dai piccoli azionisti di EDF, per lo più dipendenti ed ex dipendenti, che protestano contro il parere “favorevole” espresso il 27 ottobre dal consiglio di amministrazione di EDF (CA) in merito alla rinazionalizzazione del gruppo e soprattutto al prezzo di 12 euro per azione, proposto dallo Stato, considerato troppo basso.

La relazione di un esperto indipendente presentata al Consiglio di amministrazione ha convalidato questo prezzo.

Questi azionisti, che complessivamente detengono meno dell’1,5% del capitale, chiedono un minimo di 15 euro per azione anziché 12.

Secondo l’AMF, il metodo di analisi finanziaria dell’esperto indipendente è “particolarmente adatto alle caratteristiche” di EDF, in quanto tiene conto “delle attività e dei mercati molto diversi” in cui opera la società energetica e “delle sue prospettive commerciali”. Le conclusioni della presente relazione in merito al prezzo di offerta sono pertanto coerenti con l’autorità di regolamentazione della borsa.

Inoltre, l’autorità ricorda che le “decisioni prese dallo Stato francese nel suo ruolo di regolamentazione del settore energetico” sono state “chiaramente identificate nel tempo nella documentazione della società come fattori di rischio” e non possono essere ignorate dagli azionisti.

Per quanto riguarda il parere favorevole emesso dal consiglio di amministrazione di EDF, l’AMF non menziona alcuna irregolarità, ma sottolinea che “non è autorizzata da alcun testo a pronunciarsi sulla legalità delle delibere al termine delle quali un consiglio di amministrazione emette il proprio parere motivato su un’offerta pubblica”.

A metà luglio, il governo francese ha ufficializzato l’intenzione di assumere il controllo del 100% della società energetica francese, di cui detiene già l’84%.

L’accordo da 9,7 miliardi di euro è strategico per lo Stato, che vuole costruire sei reattori nucleari EPR di nuova generazione, con un’opzione per altri otto, e mira anche a inviare un segnale di fiducia agli investitori del debito.

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